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Mi chiamo Adriano Mascherin, sono nato nel 1951, vivo e lavoro a Fiume Veneto. Sono entrato nel mondo della fotografia negli anni 70 alla chetichella con pochi mezzi a disposizione, fotografando di tutto, spinto dalla curiosità dell’esplorazione del ambiente naturale e progressivamente nel mondo del piccolo. All’inizio l’emozione nello scoprire l’universo macro mi ha fatto trascurare la parte tecnica. Successivamente il confronto con altri fotoamatori, con la partecipazione a circoli fotografici e forum nel web mi ha permesso di migliorare anche la tecnica. Un grande cambiamento si è realizzato con l’avvento del digitale che ha permesso di fare interventi sulle immagini un tempo impensabili o realizzabili con un grosso impegno sia in ripresa che in camera oscura.

Sono sempre stato attratto dalle meraviglie dell’ambiente naturale, dai grandi spazi, dai panorami dalle cime della montagne, dai dettagli (tra l’altro sono un’escursionista), ma con il tempo ho visto gli enormi spazi e forme celati dal limite dei nostri occhi nel micro mondo così vicino e poco conosciuto. Dopo un’iniziale esplorazione del mondo naturale la ricerca di immagini sempre più affrancate dai vincoli di un soggetto immediatamente riconoscibile mi ha portato a formare ed a dar vita a ciò che poi ho fotografato. Sono nati cosi quelli che definisco gli “Universi Minimi” che prima vengono formati mescolando acqua, tempere, olio, sapone e altri materiali e poi mentre queste “miscele” si muovono, diluiscono e trasformano le fisso nelle fotografie che potete vedere in questo sito. E’ affascinante osservare e riprendere queste forme effimere, paesaggi irreali, sinuosità, delicati orizzonti prospettici in un moto continuo e silenzioso ricco di suggestione. Negli “universi Minimi” ogni scatto è irripetibile, perché è non è possibile formare allo stesso modo l’evento che è generato dal caos delle combinazioni unite alle diversità dell’illuminazione e degli sfondi utilizzati, cosicché ogni scatto è Unico.

Sulla fotografia molto è stato scritto e detto nel tentativo di capire quando una foto è di indiscutibile bellezza, un opera d’arte. Non voglio discutere ora su questo tema ma , penso che la macchina fotografica è lo strumento che  permette di congelare una frazione del tempo-immagine che ci scorre davanti, come la macchina da scrivere per lo scrittore. Si da per scontato che lo scrittore conosca correttamente la lingua e sappia usare le parole giuste per far capire le emozioni che vuole trasmettere (basta pensare alla concatenazione delle parole di una poesia che riescono a dare sensazioni che vanno oltre le parole stesse), lo stesso vale per il fotografo anche lui deve trovare “le parole giuste” quindi le possibilità creative del mezzo. Bisogna pertanto far emergere quello che abbiamo dentro e concentrarci su questo altrimenti rischiamo di fare cose già fatte da altri, imitare le opere dei “grandi”.

Ogni persona quando deve interpretare e leggere un ‘immagine mette in moto le proprie idee, opinioni, esperienze, il gusto , la sensibilità, il concetto di bellezza e,  ognuno “vede” in modo diverso. Pur comprendendo questo spero che almeno qualche immagine vi colpisca dentro. Ringrazio quanti visiteranno il mio sito, sono bene accetti anzi auspicabili commenti e critiche che potete inviare con la sezione contatti.

Adriano Mascherin

Una poesia di Giuseppe Ungaretti

Sereno

Dopo tanta

nebbia

a una

a una

si svelano

le stelle

Respiro

Il fresco

che mi lascia

Il colore del cielo

Mi riconosco

Immagine

passeggera

Presa in un giro

immortale

Con poche parole messe nel punto giusto il poeta riesce ad esprimere concetti molto profondi.

Anche noi nella fotografia dobbiamo cercare un modo semplice e pulito per arrivare al cuore di chi le guarda.