Alla scoperta dei grandi spazi racchiusi in ciò che è molto piccolo:meravigliose forme che si celano negli oli di sapone e nelle essenze

Universi Minimi è un progetto in progress, mentre Le Bolle di Sapone costituiscono una parte di questa mia ricerca nell’ambito dell’effimero, che si rivela ai miei occhi di una bellezza intrigante. La prima cosa da fare è formare questi microcosmi mescolando acqua, tempere, olio, sapone e altre essenze. Si può usare come superfice anche il tappo dell’obiettivo. Di seguito, mentre queste miscele si combinano e cominciano a muoversi, diluendosi e trasformandosi, io mi occupo di fissarle con la fotografia. Vi ho raccontato come comincia e si sviluppa la mia meticolosa preparazione di un viaggio che equivale ad un sogno.

La realizzazione di queste immagini è stata sempre frutto di un lavoro molto articolato. Ho dovuto cercare soluzioni sempre nuove per raggiungere un risultato che fosse soddisfacente. La prima sfida è stata la ricerca di una miscela che rendesse la bolla più duratura. A questa prima fase è seguito un attento studio delle luci per riuscire a posizionare la lampada nella giusta angolazione per dare giusta profondità all’immagine.

Percezioni oniriche

Solo una volta raggiunti i risultati che mi ero prefissato con questi due primi step, ho potuto iniziare il mio viaggio in un mondo di sogno. Non consideratemi troppo romantico, ma nel corso della mia esperienza ho potuto ammirare un’alba tinta dei colori dell’arcobaleno formarsi in un cielo irreale, poi oniriche ed eleganti grafie, a cui si sono aggiunte distanti e pullulanti forme che in una danza carnevalesca si libravano verso il cielo, e ancora distese variopinte cariche di arabeschi e fini cesellature. Il tutto si muoveva sinuoso in labili confini. È stato sufficiente un soffio del mio respiro per rompere questo incanto, ho così provocato una tempesta che ha scatenato un’irreale pioggia di palline colorate che si si sono depositate disordinatamente in una prospettiva perfettamente geometrica. Entrando ancora di più nel particolare intimo di queste forme, mi trovo in un dedalo apparentemente senza uscita di vario. pinte figure traslucide sospese che scorrono in canali di varie dimensioni.

La luce e il Nikkor 105 micro

Le immagini sono state riprese con un obiettivo Nikkor 105 micro. Per l’illuminazione ho utilizzato una lampada tarata a 5500K. È fondamentale, naturalmente, l’utilizzo di un cavalletto. Le immagini hanno un leggero crop factor, perché per ottenere il riflesso colorato, il piano della bolla si deve inclinare di circa 10-15′ rispetto al piano sensore e pur impostando diaframmi molto chiusi, non sono mai tutte perfettamente a fuoco. Negli Universi Minimi ogni scatto è irripetibile, perché non è possibile formare e duplicare una situazione che è generata dal caos delle combinazioni, dalla diversità dell’illuminazione e degli sfondi utilizzati, cosicché ogni immagine è unica. È incredibile viaggiare ed esplorare stando fermi, ma quando accosto il mio occhio al mirino della macchina fotografica entro in un altro mondo, mi sembra di sognare, l’unica preoccupazione è non essere svegliato.

Nei miei piccoli mondi

La macchina fotografica è lo strumento che permette di congelare una frazione di tempo in un’immagine. La paragono alla macchina da scrivere per lo scrittore. Lo scrittore conosce la lingua e sa usare le parole giuste per fare capire le emozioni che desidera trasmettere. Una poesia, per esempio, è una concatenazione di parole che evocano sensazioni che vanno oltre le parole stesse. Anche il fotografo deve sapere trovare le parole giuste, esplorare le possibilità creative del mezzo che utilizza e fare emergere le sue emozioni più profonde. Solo così potrà esprimere qualche cosa di personale e unico senza dovere necessariamente imitare le opere dei grandi.

Chi osserva un’immagine mette in moto le proprie idee, esperienze, gusto estetico, sensibilità che lo porta ad avere una visione diversa e personale rispetto quella del fotografo. Tuttavia, spero di essere riuscito con alcune delle mie fotografie a portarvi con me nel mio mondo microscopico

 

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